Vincenzo Pasquali, direttore di Musiculturaonline, presenta la prima "Rassegna d'arte Il Calice d'oro"

Nostalgia Ellenica vaso di terracotta rossa decorato a ingobbi e smalto
"Nostalgia Ellenica”, vaso di terracotta rossa decorato a ingobbi e smalto, di Maria Bressan aka Rosmunda e Claudia Rocchini

“Il Calice d’Oro” già dal suggestivo nome evoca pensieri di cultura diffusa, condivisa e nel contempo esclusiva, preziosa, in quella che potrebbe apparire come una contraddizione ma che invece ritengo sia essere la chiave di svolta del superamento di quella dicotomia obsoleta tra popolare e colto, profeticamente oggetto di riflessione multidisciplinare pasoliniana. E proprio da Pasolini, nel centenario della sua nascita, vorrei partire per queste brevi riflessioni sulla prima rassegna “Il Calice d’Oro”. Sintetizza perfettamente Marino Borgognoni in un editoriale (Rocca, n. 5, 2022): “… la passione profonda per un popolo, per la sua radice contadina e proletaria, per una memoria da conservare nell’epoca, drammaticamente avvertita da Pasolini, di un mutamento antropologico inarrestabile e di una impietosa omologazione culturale. Essa avrebbe appiattito il mondo in quel «genocidio consumistico» di cui ha tante volte parlato e avrebbe tolto perfino la speranza di un cambiamento che conserva, che fa memoria, che non sradica ma si radica in quella che potremmo definire la pena, l’allegria e la santità della povera gente. Eppure, anche dentro questo «pessimismo dell’intelligenza» fino all’ultimo Pasolini ha scelto di spendersi in un impegno civile vigoroso, secondo la logica di quel mandato di cui aveva parlato Majakovskij a proposito dei poeti”.

 

Aggiungo una frase di Elio Vittorini riportata da Elena Bartolucci nella mission del nostro Magazine Musiculturaonline“La cultura non è professione per pochi: è una condizione per tutti, che completa l’esistenza dell’uomo”.

 

Ecco, mi sembra che questa sia la via scelta per una Rassegna che prevede, su un tempo di lungo respiro, Mostre d’Arte, Fotografia, Musica, Poesia, Letteratura, Teatro, Moda, … e non nei contesti consueti specificatamente a ciò deputati ma immersi nella natura, accolti da squisita ospitalità e raffinata enogastronomia.

 

Ancor più valenza acquista l’iniziativa, dopo un periodo di difficili contatti, dove la creatività si è sviluppata per lo più in forme private e socializzate quasi esclusivamente attraverso gli strumenti digitali. Vero pure che proprio queste difficoltà relazionali, provocate dalla pandemia, hanno modificato i paradigmi della fruizione culturale, avvicinando la produzione alla fruizione e, a volte, modificandone i ruoli.

 

Si sono anche esplicitate le contraddizioni che vedono, specialmente in Italia, un assorbimento delle risorse destinate alla cultura, da parte delle grosse produzioni elitarie che inevitabilmente impoveriscono tutto quel movimento culturale diffuso, caratteristico del nostro paese così densamente “popolato” d’Arte, che forma, dà occasione di conoscenza e spesso presenta livelli qualitativi altissimi. Ne è una prova proprio la Rassegna “Il Calice d’Oro”.

 

E ancora Pasolini ci viene in aiuto quando accoratamente proponeva la “conservazione di tutte le forme alterne e subalterne di cultura”.

 

L’augurio, ma è una certezza, è che questa prima Rassegna possa conoscere lunga vita e sia sempre più occasione di crescita creativa e alimento prezioso per il corpo e per lo spirito.

 

Vincenzo Pasquali

(Direttore editoriale di Musiculturaonline)